
Il tema della gestione del rischio fiscale assume un ruolo sempre più significativo nella governance delle imprese. L’istituto dell’adempimento collaborativo si pone l’obiettivo di instaurare un rapporto di fiducia tra amministrazione fiscale e contribuente.
In tale contesto si inserisce l’adempimento collaborativo recentemente ampliato nella forma di regime opzionale di accesso, di cui all’art. 7 bis del D. Lgs. n. 158/2015, per le imprese sotto la soglia dimensionale prevista per la cooperative compliance ordinaria.
L’istituto dell’adempimento collaborativo mira a un’interlocuzione costante e preventiva con il contribuente su elementi di fatto, ivi inclusa la prevenzione del controllo fiscale, con l’introduzione di specifici effetti premiali volti a incentivare tali condotte virtuose. La riforma fiscale ha previsto un accesso progressivo al regime di adempimento collaborativo sulla base di soglie dimensionali decrescenti:
Questa progressione decrescente evidenzia la volontà del legislatore di ampliare la platea delle imprese beneficiarie del modello fiscale di cooperative compliance.
L’obiettivo di tali strumenti è quello di anticipare l’emersione del rischio fiscale, consentendo alle imprese di valutare, di concerto con l’Agenzia delle Entrate, situazioni potenzialmente critiche e ridurre l’incertezza interpretativa.
Nell’ottica deflattiva del contenzioso tributario, già implementata e premiata dal Legisltatore con numerosi istituiti di natura premiale, il modello di adempimento collaborativo si pone, pertanto, come uno strumento di passaggio chiave dalla logica del controllo ex post a quella della gestione anticipata del rischio.
Elemento essenziale dell’adempimento collaborativo è l’adozione di un Tax Control Framework (TCF) ovvero un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, integrato nei processi aziendali.
Il TCF non è una mera raccolta statistica ma un presidio organizzativo che consente di mappare i rischi fiscali connessi ai processi aziendali attraverso la definizione di procedure interne di monitoraggio certificate da professionisti abilitati.
I contribuenti che non possiedono i requisiti dimensionali di fatturato per l’accesso al regime di adempimento collaborativo possono optare per l’adozione di un sistema di Tax Control Framework (TCF) dandone comunicazione all’Agenzia delle Entrate secondo quanto previsto dall’art. 7-bis del D.lgs.128/2015 e dal Decreto 9 luglio 2025 pubblicato dal MEF.
L’opzione per le imprese “sotto-soglia” è efficace a partire dal periodo d’imposta in cui è esercitata con durata di due anni irrevocabile fino alla scadenza del termine biennale. Al termine del predetto periodo, l’opzione si intende tacitamente rinnovata per altri due periodi d’imposta, salvo espressa revoca.
Il Decreto del Vice-Ministro dell’Economia e delle Finanze del 9 luglio 2025 ha disciplinato le modalità operative delle disposizioni sul regime di adozione “su base volontaria”, indicando la documentazione specifica da predisporre, le modalità di comunicazione e i requisiti del TCF.
L’adozione di un TCF volontario per le imprese “sotto-soglia” e, ove applicabile, l’adesione al regime di adempimento collaborativo ordinario comportano benefici significativi tra i quali, a titolo esemplificativo, la possibilità di un’interlocuzione preventiva con l’Agenzia delle Entrate beneficiando di:
Si tratta di un passaggio rilevante che amplia la platea delle imprese beneficiarie alle quali è consentito di strutturare la gestione del rischio, avviando un percorso di maggiore trasparenza che possa condurle a specifici meccanismi premiali, anche fuori dall’ambito ordinario della cooperative compliance originariamente introdotta per le imprese di maggiori dimensioni.
Avv. Luigi Fichera – Responsabile Dipartimento Diritto Tributario