
L’Internal Compliance Program (ICP) consiste in un insieme di procedure interne, regole e presidi di controllo che garantiscono la conformità ai regimi sanzionatori collegati a pratiche commerciali internazionali.
Le imprese che svolgono attività di export sono, infatti, esposte al rischio di sanzioni legate ai programmi sanzionatori applicati da ONU, UE e USA nei confronti di alcuni paesi che operano nel mercato globale.
Tali rischi possono verificarsi qualora un’azienda intrattenga rapporti commerciali con soggetti o entità inserite nelle black-list, esporti beni a duplice uso senza la necessaria autorizzazione, favorisca il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo o di paesi che violano i diritti umani. Rischi, questi, molto spesso non facilmente identificabili che possono compromettere l’esistenza stessa delle aziende, di grandi e di PMI sensibilmente orientate all’export.
L’ICP, dunque, è un presidio degli export control lungo supply chains sempre più internazionalizzate, in grado di prevenire e gestire i rischi di export compliance, prevenire il rischio di sanzioni e danni reputazionali, ottimizzare i processi e le performance dell’export, e questo tramite controlli sulle transazioni commerciali e finanziarie, verifiche soggettive sui business partner, analisi oggettive sui prodotti da esportare, analisi di rischio Paese.
Perché oggi è importante dotarsi di un sistema di export compliance?
A partire dal 24 gennaio 2026 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 221/2025, il quale impone alle imprese che operano nel commercio internazionale sanzioni penali qualora non vengano rispettate le misure restrittive dell’Unione Europea.
In tale contesto normativo l’Internal Compliance Program (ICP) rappresenta la soluzione ideale per prevenire violazioni, proteggere l’azienda e assicurare la continuità del business.
Anche il Regolamento europeo sui beni a duplice uso (Regolamento n. 821/2021) esorta esplicitamente gli esportatori a dotarsi di programmi interni conformità, vale a dire procedure e presidii di export control per valutare e gestire i rischi connessi all’export di prodotti duali.
In Italia sono stati resi obbligatori sistemi di ICP per il rilascio di alcune autorizzazioni per l’export di beni dual use, nello specifico dell’Autorizzazione Generale dell’UE EU 007 (per l’esportazione intragruppo societario di software e di tecnologia) e dell’Autorizzazione globale Grandi Progetti (per prodotti riconducibili ad uno specifico impianto o progetto).
Funzione dell’Internal Compliace Program
Un ICP efficace permette di prevenire le violazioni delle misure restrittive UE e le relative sanzioni amministrative e penali, identificare tempestivamente situazioni di rischio, supportare l’aggiornamento e l’efficacia del Modello 231, rafforzare la reputazione dell’azienda con banche, partner e autorità, anche attraverso l’utilizzo di innovative piattaforme digitali. Esso prevede la configurazione di un Risk Assessment sui rischi potenziali dell’azienda, l’implementazione di procedure di controllo di export control in base alle specifiche esigenze di business e industriali (classificazione doganale, verifica beni a duplice uso, verifica su soggetti, prodotti e Paesi sotto restrizioni).
L’adozione di Internal Compliance Program è, quindi, un’attività sempre più strategica per le imprese che operano nei mercati internazionali, in un contesto geopolitico e normativo in cui le situazioni di rischio sono in costante crescita.
L’Internal Compliance Program (ICP) consiste in un insieme di procedure interne, regole e presidi di controllo che garantiscono la conformità ai regimi sanzionatori collegati a pratiche commerciali internazionali.
Le imprese che svolgono attività di export sono, infatti, esposte al rischio di sanzioni legate ai programmi sanzionatori applicati da ONU, UE e USA nei confronti di alcuni paesi che operano nel mercato globale.
Tali rischi possono verificarsi qualora un’azienda intrattenga rapporti commerciali con soggetti o entità inserite nelle black-list, esporti beni a duplice uso senza la necessaria autorizzazione, favorisca il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo o di paesi che violano i diritti umani. Rischi, questi, molto spesso non facilmente identificabili che possono compromettere l’esistenza stessa delle aziende, di grandi e di PMI sensibilmente orientate all’export.
L’ICP, dunque, è un presidio degli export control lungo supply chains sempre più internazionalizzate, in grado di prevenire e gestire i rischi di export compliance, prevenire il rischio di sanzioni e danni reputazionali, ottimizzare i processi e le performance dell’export, e questo tramite controlli sulle transazioni commerciali e finanziarie, verifiche soggettive sui business partner, analisi oggettive sui prodotti da esportare, analisi di rischio Paese.
Perché oggi è importante dotarsi di un sistema di export compliance?
A partire dal 24 gennaio 2026 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 221/2025, il quale impone alle imprese che operano nel commercio internazionale sanzioni penali qualora non vengano rispettate le misure restrittive dell’Unione Europea.
In tale contesto normativo l’Internal Compliance Program (ICP) rappresenta la soluzione ideale per prevenire violazioni, proteggere l’azienda e assicurare la continuità del business.
Anche il Regolamento europeo sui beni a duplice uso (Regolamento n. 821/2021) esorta esplicitamente gli esportatori a dotarsi di programmi interni conformità, vale a dire procedure e presidii di export control per valutare e gestire i rischi connessi all’export di prodotti duali.
In Italia sono stati resi obbligatori sistemi di ICP per il rilascio di alcune autorizzazioni per l’export di beni dual use, nello specifico dell’Autorizzazione Generale dell’UE EU 007 (per l’esportazione intragruppo societario di software e di tecnologia) e dell’Autorizzazione globale Grandi Progetti (per prodotti riconducibili ad uno specifico impianto o progetto).
Funzione dell’Internal Compliace Program
Un ICP efficace permette di prevenire le violazioni delle misure restrittive UE e le relative sanzioni amministrative e penali, identificare tempestivamente situazioni di rischio, supportare l’aggiornamento e l’efficacia del Modello 231, rafforzare la reputazione dell’azienda con banche, partner e autorità, anche attraverso l’utilizzo di innovative piattaforme digitali. Esso prevede la configurazione di un Risk Assessment sui rischi potenziali dell’azienda, l’implementazione di procedure di controllo di export control in base alle specifiche esigenze di business e industriali (classificazione doganale, verifica beni a duplice uso, verifica su soggetti, prodotti e Paesi sotto restrizioni).
L’adozione di Internal Compliance Program è, quindi, un’attività sempre più strategica per le imprese che operano nei mercati internazionali, in un contesto geopolitico e normativo in cui le situazioni di rischio sono in costante crescita.
Avv. Valentina Romano, Responsabile Dipartimento Diritto Penale